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Ikigai (生き甲斐) In italiano si potrebbe tradurre in “qualcosa per cui vivere” o “una ragione per esistere”.
Tutti nascondono un certo ikigai e trovarlo richiede solitamente una perlustrazione interiore immensa. Una ricerca estremamente importante, siccome raggiungere l’ikigai equivale a raggiungere la soddisfazione e a trovare il senso della propria vita.
Io credo di averlo trovato.
173kmcercandoalaska (via personellanebbia)
Ci chiamano la “Generazione Globale”. Siamo conosciuti per il nostro diritto e per il nostro narcisismo. Alcuni lo attribuiscono al fatto che siamo la prima generazione in cui ogni bambino riceve un trofeo solo per essere nato. Altri credono che sia dovuto al fatto che i social media ci permettono di postare qualsiasi stronzata facciamo, per mostrarla a tutto il mondo. Ma sembra che il nostro unico tratto distintivo sia il nostro intorpidimento nei riguardi del mondo, l’indifferenza alla sofferenza. So che ho fatto di tutto per non sentire. Sesso, droga, alcol. Tutto per allontanare il dolore. Ho allontanato mia madre, quello stronzo di mio padre e tutti quei ragazzi che ho amato e che non ricambiavano il mio amore. Cioè, dovrei soffrire un casino, giusto? Molte persone non superano mai cose come queste. Mentre io ero tutta: “Andiamo a divertirci!”. Darei tutto quello che ho e che mai avrò, solo per sentire di nuovo dolore, qualcosa che faccia male.
[American Horror Story] (via indirezioneostinataecontraria13)
Lui era un bravo ragazzo e con me, solo con me, la sua faccia era diversa. Baciava come un ragazzo di quelli da evitare. Toccava come un ragazzo di quelli da evitare. Faceva l’amore come un ragazzo di quelli da evitare. Però era un bravo ragazzo, perché dopo certi baci mi accarezzava, dopo certe notti mi richiamava, e poi mi guardava in un modo, in quel modo in cui ti guardano quando non sanno cosa fare, cosa dire, ma capisci che vogliono solo stare con te. Noi eravamo due bravi ragazzi che facevano un sacco di cose che non si possono raccontare, insieme. Cose che non l’avresti mai detto, con quelle espressioni dolci, che ne potessimo essere capaci. Lui era un bravo ragazzo, e io, io l’ho amato tanto. Soprattutto quando fingeva di essere un duro e poi mi prendeva la mano senza accorgersene e non la lasciava più.
Susanna Casciani (via duecentottantanovechilometri)

Niente di più adatto

(via buttiamociperterradalridere)
Conversazione tra Alice di cinque anni e suo papà.

A : Papà, lo sai che Matteo è innamorato di me?
P : Ma no, sicuramente gli piaci, ma innamorato è esagerato.
A : Ma non vuol dire la stessa cosa?
P : No amore, essere innamorati vuol dire ben altro..
A : Quindi se lui mi aiuta a colorare, mi chiude il grembiulino, lava i pennelli per gli acquarelli anche per me, mi da il pezzo più grande della sua merenda, mi annoda i capelli tra le sue dita.. non è innamorato?
P : Oh, scusa, non sapevo di tutte queste cose. Forse è molto più innamorato lui di molti adulti. E tu, per lui intendo, cosa fai?
A : Io cerco di fare lo stesso con lui, ma lui dice che è un ometto e che gli ometti fanno tutto da soli. Però mi piacerebbe essere ogni tanto il suo ometto.

Trovata su Facebook (Via unincantevoleacida)

Ma che cosa dolce! (via promettimichetiprenderaicuradime)
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